Dedicazione della Basilica Lateranense
- Gabriele Semeraro

- 10 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Oggi la chiesa celebra una festa strana, una festa apparentemente non evangelica e non cristologica.
La festa di oggi vuole ricordare ai cattolici l'istituzione della prima chiesa madre, la madre di tutte le chiese del mondo.
Le letture in fondo parlano della casa di Dio tra gli uomini e del fatto che Dio vuole fare casa, famiglia, con noi.
In quest'ottica capiamo come Gesù, giustamente, si metta in collera perché si è reso conto di un cambiamento grave di paradigma…cambiamento che troppo spesso è avvenuto e avviene anche nelle nostre comunità.
La dinamica di famiglia è una dinamica seria, una dinamica che dice: progettualità, comunione di intenti, azioni d'amore e sguardi d’amore.
Troppo spesso nella chiesa si parla di amore, di progettualità e di comunione di intenti come se fosse qualcosa codificabile da regole, norme e testi.
Come può l'amore essere codificato?
La chiesa che doveva essere spazio di incontro tra Dio e gli uomini è divenuto spazio di esclusione.
Con la scusa dell'amore e dello zero per Dio abbiamo cacciato fuori dalla chiesa tutti coloro che vivono in modo differente da quelli che noi abbiamo deciso essere i canoni per poter stare nelle nostre chiese.
Oltre a questo spesso abbiamo trasformato la logica dell'amore in logica di mercato, la progettualità in business, la comunione di intenti in manipolazione.
Tutti gli anni ricordo che certamente la chiesa per vivere ha bisogno di strumenti umani e ha bisogno di risorse.
La nostra comunità è l'esempio, in parte, di un fallimento e di una chiesa poco efficiente.
Possiamo dire con onestà che non c'è la logica aziendale e neppure una logica da prostituzione qui in parrocchia.
Gesù si mette in collera e fa un'azione violenta contro i mercanti, i capi e il potere religioso.
Lo facessimo noi!
Non per escludere coloro che sono i lontani, come qualcuno ha provato a fare a maggio, ma per cambiare le cose in modo tale che la chiesa torni ad essere un luogo Libero, liberante e dove tutti si possano riconoscere a casa.
Conosco comunità, e preti, che si sono svendute dietro al denaro e dietro al potere.
Questo vangelo è uno di quelli che fondano molte delle mie scelte personali e pastorali perché a volte è necessaria anche la violenza, non quella che uccide, per cambiare le cose.
A volte serve la violenza di una bandiera, di una manifestazione di piazza, di un disallineamento rispetto al potere gerarchico, ecc… per poter cambiare realmente le cose.
Prima o poi, esattamente come la distruzione del tempio, verrà finalmente la distruzione di questo modello di chiesa che stiamo vivendo…
Ci siamo vicini forse, forse lo speriamo anche e ci preghiamo anche sopra, forse siamo alla fine di un modello di chiesa che ha guardato più al mercato, il potere, al controllo che al vangelo e a Cristo.
C'è un'immagine che fu usata da Papa Leone X nel 1520 riferendosi a Lutero: “i cinghiali sono entrati nella vigna del Signore”.
Lui lo disse in chiave dispregiativa parafrasando un salmo, ma in realtà quell'ingresso dei cinghiali nella chiesa è stata una benedizione per la chiesa stessa.
Da quella frattura La chiesa è cresciuta ed è stata possibile la riforma cattolica.
Oltre alla Riforma cattolica si è sviluppato, grazie al protestantesimo, un sacco di cose nuove: uno studio biblico serio e scientifico, una teologia che guarda più al vangelo che era L'Antico testamento.
Oggi qualcuno accusa le nuove teorie, le nuove pastorali e le nuove teologie di essere un cinghiale che vuole spaccare la chiesa.
Benedetto sia questo cinghiale!
Avremmo bisogno di cinghiali come suor Teresa Forcades (medico, teologa, promotrice della teologia queer in tutto il mondo, attivista lgbt e femminista), o come Don Tonino bello che per primo accolse tante categorie diverse Nella sua diocesi (giovani madri non sposate, prostitute e il primo in Italia ad accogliere una comunità lgbt) e di gente che non si ferma al codice di diritto canonico bensì va al cuore del vangelo.
Dovremmo pregare e lavorare perché la chiesa smetta di essere sempre più un monolite alla facile mercé del denaro, del potere e delle manie religiose.
Gesù fa un segno fisico che però significa qualcosa di grande per noi, ci dà un esempio perché anche noi fustighiamo certe forme malate di chiesa.
Qualche che tempo fa alcuni amici vennero ad una mia messa, fu molto bello per me perché sapevo che alcuni erano credenti altri meno.
Alcuni fecero la comunione e altri no.
Rimasi molto incuriosito e, cosa che mai faccio, ho chiesto loro il motivo dopo la messa.
Qualcuno ha risposto che non poteva perché era divorziato, qualcuno non si è sentito degno perché quella settimana non si era comportato bene, un altro perché omosessuale convivente.
Gli altri che l'hanno fatta erano alcuni divorziati, alcuni avevano avuto una settimana non buona come spesso capita a noi e alcuni convivevano (sei etero che gay).
Capite che il punto di partenza è lo stesso, ma cos'è che cambia? Il fatto di sapere il codice di diritto canonico oppure la comprensione che abbiamo di Cristo?
Quando la chiesa ha smesso di essere la casa comune, quando l'Eucaristia ha smesso di essere il padre del peccatori e si sono trasformati in casa dei presunti Giusti?
Quando noi cattolici siamo usciti dalla logica della fatica quotidiana per provarci a voler bene e siamo passati a una logica di chiacchiericcio.
Questo ci deve interrogare e ci deve interrogare tanto!
C'è bisogno di entrare come cinghiali, c'è bisogno di preparare una frusta e fustigare con forza quelle idee malsane che ci portano ad esempio a non fare la comunione.
Nessuno è perfetto, ne preti ne laici, e nessuno è impeccabile.
Voi credete veramente che i vostri peccati siano diversi dai miei? Vi garantisco che facciamo esattamente gli stessi peccati: uguali!
Non possiamo permetterci di perdere l'occasione di una vita a causa di in maniera religiosa, di giudizi e pregiudizi.
Se gli altri nella chiesa non capiscono, forse capiranno in futuro…
Io preferisco essere un cinghiale come Lutero che ci ha messo la faccia piuttosto che un battezzato che usa violenza usando un linguaggio religioso.
La scelta ora sta a te.




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