XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
- Gabriele Semeraro

- 5 lug
- Tempo di lettura: 2 min

"Dio ci ama scaberci: basta pesi, cerchiamo la gioia"
La Parola di oggi ci porta una novità che dovrebbe farci saltare sulle panche: Dio si interessa di noi per primo e ci offre ristoro. Ma attenzione, la gioia di cui parla Gesù non è avere il sorriso stampato in faccia per forza. La gioia è quella pace profonda che ti permette di stare in piedi anche se sei nelle lacrime, anche se fuori c'è la guerra o il lockdown.
Felicità o Piacere?
Vi chiedo: cosa vi rende felici? Non cosa vi dà piacere o soddisfazione momentanea, ma cosa vi dà gioia nel profondo. Si può essere ricchi e morti dentro, o malati eppure pieni di luce. Se il nostro cristianesimo non produce gioia, allora stiamo sbagliando tutto. Se ci perdiamo in questioni morali e dottrinali ma non testimoniamo la bellezza di aver incontrato Gesù, siamo solo dei burocrati del sacro.
Basta con il "cristianesimo del manuale"
Lo dico chiaramente, a costo di offendere qualcuno: sono arcistufo di discutere con persone che sono più attaccate al Diritto Canonico e alle tradizioni che a Gesù Cristo. Abbiamo trasformato la fede in una dogana. Abbiamo preso il Crocifisso e lo abbiamo ridotto a un simbolo identitario per fare battaglie ideologiche in classe o nelle piazze. Ma il Crocifisso non è una bandiera, è la carne di Dio che si spacca per amore! Quando smetteremo di essere "cristiani da panca" esperti di codici e inizieremo a essere cristiani della carità, allora troveremo la pace.
Il Dio che non ti ruba nulla
Mettiamocelo bene in testa: Dio non è un giudice che manda disgrazie o punisce i peccati. Quella è religione pagana, non è il Dio di Gesù! Dio ci ama "scaberci", così come siamo, con le nostre rughe e i nostri fallimenti. Gesù non ci aggiunge pesi, ci toglie quelli che la società e una certa religiosità malata ci hanno messo sulle spalle. Il suo giogo è dolce perché è foderato di misericordia.
Conclusione
Chiediamo la mitezza e l'umiltà. Non per diventare dei "buonisti", ma per smettere di essere moralisti che mettono pesi insostenibili sugli altri. Se impariamo da Gesù, avremo uno sguardo attento verso i fratelli e non diventeremo doganieri della fede. Le chiacchiere stanno a zero: o la tua fede ti dà ristoro e ti apre alla carità, o stai seguendo una dottrina che ti sta solo avvelenando il cuore.
La Preghiera
Signore Gesù, mite e umile di cuore, liberaci dalla tentazione di trasformare la Tua Parola in un peso per gli altri. Guariscici dall'attaccamento alle forme e alle tradizioni quando queste oscurano la Tua carità. Insegnaci a trovare il vero ristoro in Te, perché la nostra gioia non dipenda dal successo o dal benessere, ma dalla Tua presenza. Donaci uno sguardo di misericordia verso noi stessi e verso i fratelli, perché accettiamo di essere "scaberci" e amati senza merito. Fa' che il nostro unico simbolo identitario sia l'amore concreto, capace di accogliere chiunque cerchi pace e ristoro. Amen.




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