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Domenica di Pentecoste - Anno C

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 7 giu 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Per poter comprendere bene la parola di oggi dobbiamo farci una domanda: quali comandamenti Gesù ha dato?

Perché Gesù nel Vangelo non dice che chi vive qualunque comandamento riceverà lo Spirito Santo bensì dice “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”.

Gesù nella sua vita dà solamente due comandamenti: ama il prossimo tuo come te stesso e ama Dio sopra ogni cosa.

Allora potremmo domandarci chi è il nostro prossimo e come si ama Dio nella concretezza della vita…

Il nostro prossimo è solo chi la pensa come noi? È chi condivide le nostre medesime scelte? Sono le persone della nostra stessa religione oppure van bene anche quelle delle altre religioni?

A questo Gesù non risponde direttamente, ma seguendo un po' il buon senso e un po' lo stile degli Apostoli verrebbe da dire che si riferisce a tutti/e.

E per amare Dio cosa devo fare? A questa domanda Gesù nel Vangelo risponde molte volte e il più delle volte le risposte sono di due tipi: credere al Figlio dell'Uomo e credere a Colui che ha mandato il Figlio dell'Uomo.

Potremmo dire che credere in Gesù, avere una buona vita spirituale e vivere l'amore con i fratelli - le sorelle è vivere l'amore per Dio.

Quindi chi prova a vivere, seppur con fatica e con molti limiti, questo stile evangelico riceverà il Paraclito. “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre”.

Non solo si riceverà il Paraclito, ma con esso l'intera Trinità.

Il dono dello Spirito, che celebriamo oggi, ha a che fare con la nostra vita perché esso non è semplicemente espressione di una vita che prova ad essere retta, ma è anche il motore che ci permette di ripartire con uno stile diverso.

Sull'altare ho messo i sette doni dello Spirito Santo perché essi rappresentano proprio sette vie possibili dove lo Spirito può portare frutto nella nostra vita.

Ai/lle ragazzi/e faccio notare sempre che questi doni si hanno già per natura a prescindere dal battesimo, ma che nel battesimo e nella confermazione essi assumono un ruolo nuovo, diventando effettivamente nuove vie percorribili di fede, di vita e di relazione.

Guardate cosa accade nel testo degli Atti degli Apostoli…

“[...] tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. [...]

Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio»”.

Qualche commentatore sostiene che gli Apostoli in realtà non parlassero in senso stretto la lingua degli uditori, molti di loro parlavano perfettamente il greco che era l'inglese dell'antichità, bensì lo Spirito permetteva loro di comprendersi attraverso la sua stessa natura cioè l'amore.

Se non siamo persone dal cuore indurito, se non abbiamo perso la nostra umanità e se la nostra presunta religiosità non ci ha disumanizzato… capiamo bene tutti il linguaggio dell'amore perché è fatto di gesti concreti, di sguardi, di intenzioni benevole e di accoglienza.

Se noi andiamo all'essenziale delle cose ecco che i nodi si sciolgono, le ideologie cadono e le durezze si ammorbidiscono.

Questo vale dal punto di vista del dialogo ecumenico, vale dal punto di vista politico, vale dal punto di vista delle relazioni e della vita.

Paolo, nella Lettera ai Romani, prova a dire questa lotta interiore con un linguaggio differente che utilizza i termini “carne” e "Spirito". Per usare un altro linguaggio più semplice si potrebbe parlare di umanità vecchia e umanità nuova.

L'ottica del vangelo è un'ottica di un'umanità nuova che non vuole cadere nella facile polemica, nelle esclusione dell'altro solo perché è diverso e nel pretendere di bloccare l'azione dello Spirito nella chiesa di oggi, nel mondo di oggi.

Alcuni giorni fa parlando con una persona e commentando un passo della scrittura mi sono ritrovato a dire: “tanti tra noi nella chiesa hanno fatto la cresima, ma non hanno ancora ricevuto lo Spirito Santo”.

Negli ultimi giorni ci ho riflettuto molto perché è stata una grande illuminazione spirituale per me. Dei pochi che restano nella chiesa, tanti di noi non hanno ancora ricevuto il Paraclito, questo si evince chiaramente dal nostro modo di vivere e dalla violenza che esce dalle nostre labbra, dalle nostre mani e dal nostro cuore.

Ogni Pentecoste è un'occasione per rinnovare quello che avremmo già dovuto ricevere il giorno del battesimo e il giorno della confermazione.

Un mio padre spirituale mi disse che lo Spirito Santo e i suoi doni sono come dei pacchetti regalo… se noi non li apriamo e non li iniziamo a vivere, restano dei bellissimi regali chiusi e inutili.

Accettare il dono dello Spirito e accettare i doni dello Spirito non è facile perché ci mette profondamente in discussione.

Vi faccio un esempio più ecclesiale e poi ne faccio qualcuno più quotidiano…

L'ecumenismo, cioè il dialogo tra chiese molto differenti tra loro, non si fa solo con chi la pensa come noi bensì si deve fare soprattutto con chi la pensa in modo diverso da noi e questo è faticoso… molto faticoso.

Implica compromessi nel linguaggio, implica andare all'essenziale sia delle cose teologiche sia della pastorale quotidiana e soprattutto implica un cambiamento di sguardo gli uni verso gli altri.

Pensate all'accoglienza del diverso quanto sia difficile. Pensate a quei vicini di casa che sono stranieri di cui non capiamo la lingua, di cui non capiamo la mentalità e di cui non capiamo la religiosità (anche se a volte sono cattolici come noi). Parlano in tutti i sensi una lingua diversa eppure, se siamo credenti e se abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, è proprio con loro che siamo chiamati a metterci in dialogo.

Di nuovo questa cosa implica dei compromessi a livello di linguaggio, di forma e di relazione. Fare questo lavoro faticoso è riuscire a fare come gli Apostoli cioè parlare la lingua dell'amore che tutti capiscono.

Provate ad applicare questa regola generale alle questioni di genere, dell'immigrazione, al lavoro, alla quotidianità e alla vita in famiglia.

Eppure questa è sempre stata la via della Chiesa, delle Chiese, fedeli a quel mandato di Cristo e ricche di Spirito Santo.

È stata la via dei grandi Santi: come San Francesco d'Assisi che parte e dialoga coi musulmani, è stata la via di San Francesco Saverio in Giappone, è stata la via di Chiara Lubich e attualmente del suo movimento dei Focolari, è la via di Chiara Amirante e del Movimento da lei creato Nuovi Orizzonti, è la via del progetto “La tenda di Gionata” rispetto alle persone della comunità LGBTQIA+... è la via di tanti altri nella Chiesa Cattolica e nelle Chiese.

Lo Spirito crea sempre nuove vie se noi gli permettiamo di incarnarsi nella nostra vita e se rinunciamo alla nostra durezza e alle nostre pretese. Torniamo all'essenziale cioè a Gesù e i due comandamenti.

Permettiamo allo Spirito di agire nella nostra vita e di aiutarci a vivere con bellezza da risorti, da persone nuove.

 
 
 

1 commento


cristiano75.cerrato
09 giu 2025

Innanzitutto è bene chiarire che la Legge Divina Mosaica Vetero Testamentaria non è superata da quella Neo Testamentaria e dai relativi suoi due comandamenti, ma quest'ultima da' compimento alla prima, non la abroga affatto, ma la conferma e la integra. Inoltre amare SECONDO CRISTO, non è accettare qualsiasi tendenza comportamentale del nostro prossimo come se fosse nostra, ma FARE APOSTOLATO, EVANGELIZZARE, CONVERTIRE AL VANGELO NON CREDENTI, SIANO ESSI ATEI, AGNOSTICI, CREDENTI DI ALTRE RELIGIONI, NEOPAGANI. Mandato di Cristo agli Apostoli è quello di andare a predicare il S. Vangelo a tutte le genti, BATTEZZANDOLE NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO. Quindi, nonostante il cattolico debba essere, SEMPRE, rispettoso dell'esercizio del libero arbitrio del suo Prossimo, questo,…


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