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Esaltazione della Santa Croce - Anno C

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 13 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

La prima lettura racconta un episodio strano avvenuto durante il viaggio di 40 anni nel deserto del Popolo d'Israele. Non è una storia di facile interpretazione e neppure sappiamo quanto possa essere storicamente attendibile. 

Il popolo è nel deserto, è stanco del lungo viaggio, ha fame e vede ancora lontano l'obiettivo della Terra promessa… quindi fa quello che farebbe chiunque di noi cioè si lamenta e parla male contro il proprio pastore e contro Dio. 

Arrivano dei serpenti che uccidono, mordono e fanno star male.

Il popolo si aggrappa a Dio e il Signore, che come sempre si fa impietosire, fa costruire a Mosè un Tao con un serpente arrotolato sopra. 

Ciò che dà morte, il serpente, ora dà vita. 

È innegabile la potenza dell'immagine di questo racconto…

Quante volte nelle nostre realtà di vita, parrocchiali e non, serpeggia il malcontento. 

C'è mugugno, c'è chiacchiericcio, c'è divisione e spirito di contesa. Emergono cioè sentimenti infami e, esattamente come fanno i serpenti, strisciano giudizi e pregiudizi non buoni. 

Questo atteggiamento genera divisione, contesa e morte della comunità. 

Noi l'abbiamo sperimentato molto chiaramente a maggio quando qualche serpente velenoso uscito dalla nostra comunità, invece che cercare il dialogo, ha cercato la contesa. 

Questo ha generato grande movimento interiore, tanta rabbia in tanti e in fondo ha ucciso lo spirito nuovo che stava nascendo nella comunità e in fondo ha provato a uccidere la mia persona…a livello morale e spirituale. 

Paradossalmente però lo strumento di morte diviene occasione di salvezza. 

Il tao con sopra il serpente diviene occasione di vita! 

La bandiera messa fuori dalla chiesa è diventata occasione di avvicinamento per tanti di voi. 

L'elemento divisivo, lo strumento di morte e ciò che può fare male viene utilizzato da Dio per portare vita. 

È il ribaltamento del male, l'utilizzo del male per il bene. 

Il principio di incarnazione, narrato in forma poetica nella seconda lettura, in fondo dice proprio questo: Dio sceglie per sé gli strumenti più fragili per manifestare la sua grandezza. 

Dice il vangelo che il figlio dell'uomo viene innalzato perché chiunque guardi a lui trovi salvezza. 

La croce è uno strumento di morte, di tortura e di violenza che diviene passaggio obbligatorio alla resurrezione.

Non sto dicendo che dobbiamo cercare le croci della nostra vita, ma l'invito che faccio a me e a voi è di guardare attentamente le nostre croci perché possono essere occasioni di grande resurrezione per la nostra vita. 

Allo stesso tempo non sto dicendo che tutto è accettabile, perché il male va chiamato con il proprio nome e va combattuto, ma se noi abbiamo gli occhi aperti possiamo intuire come alcuni strumenti di divisione possano divenire strumenti di salvezza. 

Lo ribadisco di nuovo. Ciò che agli occhi del mondo doveva essere un'arma per abbatterci, la lettera scritta ai giornali, ha portato tanti ad avvicinarsi alla chiesa… tanti anche molto lontani!

Ciò che doveva essere un'accusa contro di me e contro la nostra comunità è divenuta, nell'ottica della chiesa diocesana, occasione per creare finalmente una commissione diocesana con mandato ufficiale del vescovo per lavorare su queste tematiche. 

E io insieme alla commissione e insieme al referente ci lavoreremo in maniera esplicita e ufficiale. 

Allora l'esaltazione della Santa Croce non è l'esaltazione del dolore, non è esaltazione del male, ma è la festa in cui si sottolinea il ribaltamento della logica del male. 

Il male esiste per raggiungere i propri scopi e uccidere, fisicamente o moralmente, invece Dio prende quel male e lo ribalta per fare del bene. 

Coloro che volevano agire per la divisione si ritrovano sbugiardati, esclusi e separati dal mistero di salvezza che utilizza proprio quello strumento di morte contro di loro. 

Dobbiamo utilizzare queste categorie proposte dalla scrittura di oggi per la nostra vita personale. 

Quali sono i dolori, le croci e le fatiche che sembra ti stiano uccidendo? Quale prospettiva invece potrebbero avere sul piano della resurrezione e della tua salvezza, della tua vita e della tua giornata? 

Dobbiamo essere molto concreti nella dinamica tra vita, Sacra Scrittura e i massimi sistemi perché altrimenti rischiamo di trasformare la fede in un dato di adesione liturgica, di convinzioni teoriche e di massimi sistemi disincarnati. 

Questa dinamica è tipica degli ultratradizionalisti, degli ultraprogressisti, è tipica di chi percepisce l'essere cristiano non come esperienza viva e quotidiana bensì come una struttura religiosa. 

Attenzione a non diventare i nuovi scribi e farisei di sistemi ideologici e dottrinali che non hanno a che fare col vangelo vivo, con l'esperienza viva di vangelo che possiamo fare nel mondo e nelle nostre comunità parrocchiali.

 
 
 

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