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II DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA ANNO A

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 28 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

“L'immaginazione è tutto. È l'anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva”.

“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto”.

(Albert Einstein)


In questa seconda tappa ci viene presentato un tema sottile che ha varie sfaccettature.

Il tema è quello del sogno, il sogno che guida la nostra vita, questo sogno ha due sfumature: la capacità di immaginare qualcosa di nuovo e il muoversi per uscire dalla propria comfort zone.

Abramo ha un sogno, ma anche Dio ha un sogno. Il sogno di Abramo è avere una propria discendenza, il sogno di Dio è quello di avere un popolo che possa essere sacerdote per il mondo.

I due sogni si toccano e prevedono che Abramo debba partire lasciando tutte le sue certezze.

I due sogni richiedono la capacità di immaginare che è una capacità creativa tipica di Dio.

Anche noi siamo capaci di immaginare, ma non sempre trasformiamo l'immaginazione in sogno.

L'immaginazione può restare astratta, ma il sogno può diventare realtà perché collegato con la realtà.

Gesù porta Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte e gli offre un sogno.

Il sogno è quello della completezza, di essere giunti a un punto dove la legge rappresentata da Mosè e i profeti rappresentati da Elia, trovano compimento nel Salvatore.

Mosè rappresenta ciò che è struttura, gerarchia e regola.

Elia rappresenta ciò che è carisma, novità e profezia fuori dalle regole.

Guardate che anche la scelta dei discepoli che porta sul monte Gesù è inficiata dalla stessa dinamica.

Giacomo è colui che dopo la risurrezione diventerà il reale capo della Chiesa istituzionale, Giovanni è colui che avrà la capacità di preservare lo spirito carismatico e profetico. Pietro è colui che mantiene l'unità, l'immagine del Cristo.

A Pietro, Giacomo e Giovanni è offerto il sogno che loro dovranno incarnare nella loro vita e nella loro missione.

In tutti e tre prevale però la tentazione dell'umanità che cerca la stabilità e la comodità: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”.

È la tentazione di fermarsi in ciò che è comodo e confortevole, ma la via di Gesù è una via bella però frastagliata e che implica un po' di fatica. Perché? Perché è la via della normalità e della quotidianità.

Il cammino cristiano non è estraneo da ciò che è umano, concreto e quotidiano.

Il passo importante per trasformare l'immaginazione in sogno e il sogno in realtà è la seguente: “Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”.

È Gesù che dà un senso e una direzione, senza risolvere i problemi che i 12 troveranno, ma dando una direzione precisa.

La direzione non richiede un uscire dalle proprie dinamiche umane, ma entrarci con forza e con decisione, con amore e con delicatezza, senza mai cedere alla tentazione di fermarsi.

Nelle difficoltà piuttosto rallentiamo il passo, prendiamoci un tempo di pausa che però non deve essere immobilismo e soprattutto non cediamo alla tentazione di dividere la vita in sacro o profano.

Ascoltare Gesù non è azione passiva, ma richiede un scendere dal monte per vivere la quotidianità.

Ascoltare Gesù non è avere tutte le risposte, ma avere domande che ci tormentano.

Ascoltare Gesù richiede di lasciare le proprie certezze, di lasciare la propria routine e di lasciare le proprie convinzioni.

Vi siete mai fermati ad immaginare una strada diversa per la vostra vita? Vi siete domandati dove questa immaginazione diventa sogno progettuale e se questo sogno coincide con il sogno di Dio?

Se si immagina le cose da soli esse rimarranno solo fantasia, ma quando si condividono solo l'inizio della realtà.

L'immaginazione diventa sogno solo nella condivisione con qualcuno che hai davanti e con qualcuno che è più grande di te.

Gesù ha un sogno sul mondo, ha un sogno sui 12 e ha un sogno sui suoi amici.

L'esperienza sul tabor è un'esperienza che può rendere il sogno reale, è la preparazione a una realtà possibile.

Questa preparazione richiederà anche il passaggio nel deserto, il passaggio nella croce.

Dopo la croce è la resurrezione a rendere possibile il concretizzarsi di quel sogno.

Prova a immaginare qualcosa di diverso per te e individua che sogno ti abita.

Che sogno attira la tua vita, muove le tue mani e ispira i tuoi pensieri?

Quale sogno, se realmente è tale, può divenire realtà nella tua vita?


Il sogno, se realmente è tale, con chi lo stai condividendo? Come ti stai muovendo per realizzarlo?

 
 
 

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