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III DOMENICA DEL TEMPO DI AVVENTO ANNO A - DOMENICA GAUDETE

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 13 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Siamo giunti alla terza Domenica di avvento che è una domenica dedicata alla gioia. Per la chiesa il colore della gioia è il bianco oppure l’oro, ma oggi vedete che il colore dei paramenti è rosaceo. Si tratta di una gioia intermedia che già vede la vittoria di Cristo, ma allo stesso tempo è ancora in un cammino di fatica.

Isaia ci dice questa gioia, la speranza, e lo fa attraverso immagini di guarigione. Dio si manifesterà attraverso azioni di guarigione e azioni di compassione…non si manifesterà nella gloria e nella potenza umana.

Leggete con attenzione la prima lettura perché Gesù davanti ai discepoli di Giovanni manifesta esattamente questa profezia.

Se vi aspettate che Gesù appaia oggi e vi faccia dei miracoli, attenderete invano. Siete voi a dover manifestare con la vostra vita il Cristo che abita nel vostro cuore.

I veri prodigi della vita cristiana non sono i miracoli eucaristici, le madonne che appaiono, le guarigioni dalle malattie e neppure le grandi manifestazioni mistiche. Il vero prodigio di una vita cristiana è il manifestarsi del bene attraverso i discepoli e le discepole di Cristo.

Un genitore che, nonostante i propri mille impegni, decide di far fare al/lla proprio/a figlio/a sport e catechismo oppure gli scout… e magari trova anche la forza di vivere la messa con lui/lei.

Una persona che decide di mettersi a servizio del proprio condominio in maniera libera e gratuita.

I veri miracoli sono questi e le vere manifestazioni di Cristo sono queste.

Cosa stiamo a fare in chiesa? Cosa ci aspettiamo di trovare in chiesa?

Ti annoi a venire qui? Stai pure a casa e non venire…la priorità non è il tuo sollazzo, il tuo piacere o il tuo non annoiarti, ma il tuo volerci essere. La gioia della vita cristiana non passa semplicemente attraverso dei bei canti, una liturgia giovanile, bensì attraverso la tua scelta di voler esserci per te stesso, per gli altri e per Cristo.

Tante volte mi è capitato di dire a dei genitori di non dare i sacramenti ai propri figli e non perché io non ritengo una priorità questa cosa bensì perché è inutile dare i sacramenti ai propri figli e viverli noi in prima persona.

Se io non vengo a messa e poi obbligo mio/a figlio/a ad esserci, che messaggio passa? Che la messa è roba da bambini, che non è vera e che in fondo non ne ho realmente bisogno.

Se io vengo a messa e non faccio la comunione che messaggio passa ai miei figli? Che Dio non ama veramente in modo radicale. Mi potreste dire: non posso accedere alla comunione perché sono divorziato. Pensi che Dio ti ami meno? Tu devi fare la comunione perché tuo/a figlio/a deve poter vedere che Dio ama te nella tua fatica e nella tua realtà.

Giovanni il Battista spetta un Cristo vittorioso, ma Gesù gli mostra la sua realtà! La realtà di un salvatore che passa attraverso la fragilità umana. Tu adulto devi passare ai giovani questo cioè che Dio ti ama attraverso le tue imperfezioni.

San Giacomo nella lettera che abbiamo ascoltato dice una cosa che ritengo fondamentale:

“Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di Costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.”

Il tempo di avvento deve aiutarci a non essere dei mugugnoni, lamentosi e capricciosi.

Troppo spesso noi ci lamentiamo di tutto e non facciamo del nostro meglio per cambiare le cose. Capita a tutti, capita a me.

Vuoi cambiare le cose? Mettiti all'opera per cambiarle e diventa promotore dell'amore di Dio nella concretezza della tua vita… non a parole ma con i fatti.

Giovanni il Battista è il più grande tra i nati di donna perché è disposto ad agire, è disposto a pensare, è disposto a sbagliare e soprattutto è disposto a cambiare idea convertendo la propria vita.

Dobbiamo essere noi i piccoli del regno di Dio che provano a vivere il vangelo attraverso gesti quotidiani di gentilezza e gesti d'amore.

Un saluto, uno sguardo, un provare a dare una mano a chi ha bisogno per strada, un aiuto al collega, una parola buona per chi subisce violenza e la capacità di ascoltare facendosi carico dei pesi gli uni degli altri… questi sono alcuni dei segni che Cristo abita nel nostro cuore e nella nostra vita.

Se vogliamo essere testimoni credibili di Dio dobbiamo aiutare tutti a comprendere che Dio passa attraverso la fragilità nostra e non attraverso la perfezione.


Al Signore basta la nostra disponibilità e il nostro provarci, tutto il resto lo metterà lui.

 
 
 

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