Sacratissimo corpo e sangue di Cristo
- Gabriele Semeraro

- 21 giu 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 22 giu 2025

Questa domenica la parola di Dio ci fa toccare con mano quello che è lo stile di di Gesù, lo stile di Dio.
Prima ancora di dire la centralità dell'eucaristia, questa festa dice la concretezza di chi vive una dinamica di fede reale.
Due domeniche fa c'è stato il dono dello Spirito che ha reso i credenti testimoni, settimana scorsa abbiamo scoperto che la testimonianza è frutto di un certo modo di essere di Dio cioè relazione e questa domenica ci viene chiesto di mettere in pratica attraverso lo stile eucaristico tutto quanto.
Ciò che facciamo noi in chiesa, cioè spezzare il pane e condividere il vino, dovrebbe essere immagine di quello che noi viviamo cioè la dinamica dello spezzarci gli uni per gli altri.
Altro che dinamica da cristiani borghesi che balconano la vita prendendo la propria ostia e fregandosene degli altri… quando va bene! Altro che dinamica da cristiani indignati che invece di cambiare le cose con la propria vita preferiscono nascondersi dietro il mugugno e l'indignazione.
Dice Gesù, ed è la parola di vita di questo mese, “voi stessi date loro da mangiare”.
Da mangiare cosa? Tolta l'immagine eucaristica la risposta è “date da mangiare voi stessi” cioè lasciate che gli altri si nutrino di quella sostanza divina che è in voi.
Noi pensiamo che quello che siamo e quello che possiamo dare sia nulla oppure che sia inutile, ma non è così. Quante volte abbiamo preferito balconare la vita e vivacchiarla piuttosto che metterci la faccia e le mani. Abramo incontra Melchisedek che non è un sacerdote ebreo, ma dal suo stile capisce perfettamente che è un uomo di Dio e gli dà ciò che spetta di diritto solo ai sacerdoti ebrei.
Guardate che meraviglia… Melchisedek è un modello alto non solo per me come sacerdote ministeriale, ma per ciascuno di noi che deve vivere una dimensione profondamente sacerdotale nella propria vita.
Capite che allora qua si sta parlando certo del Sacramento dell'Eucarestia, ma ancor di più del Sacramento della tua vita che deve essere eucaristica.
Lasciarsi spezzare, divorare da chi ha bisogno e da chi non ci ama, magari proprio da chi non condivide le nostre idee e le nostre scelte.
Il cristiano, a coloro che usano violenza per rimanere nella propria mediocrità di vita, come è capitato nelle settimane scorse a noi, risponde con la testimonianza e andando avanti sulla via di Gesù.
La vita fondata sull'eucaristia è una vita bella anche quando si soffre, è una vita che vale la spesa di essere vissuta prendendo anche sberle da chi non capisce… non perché noi si sia masochisti, ma piuttosto perché è lo stile di Cristo che si incarna attraverso le nostre persone.
“Voi stessi date loro da mangiare” vuol dire recuperare, come stile credente, la dimensione del servizio gratuito. Una volta da un fedele, non di questa comunità, senti dire questa frase rispetto a una discussione con altri riguardo un'attività che si faceva in parrocchia: “del resto mica veniamo pagati”.
Questa è la cosa più lontana dallo stile di servizio che ci possa essere ed è anche la cosa più sbagliata che un cristiano possa pensare e dire. Noi cristiani ci mettiamo a servizio non perché ci guadagniamo qualcosa, ma piuttosto perché Cristo ci ha insegnato a fare così e per noi è una gioia.
Gesùstesso dice che c'è più gioia nel dare che nel ricevere.
Perché io o altri dovremmo scegliere di impegnarci nella chiesa, magari con scelte radicali di vita, quando in realtà il restare all'interno della Chiesa spesso vuol dire soffrire? Quale ragione profonda c'è nel restare in una struttura che troppo spesso si è allontanata così tanto dal Vangelo da arrivare a trattare le donne male, ad escludere chi è diverso e a mandare all'inferno tutti coloro che non vivono “la presunta retta dottrina”?
Guardate che non si guadagna bene economicamente, si passano delle notti insonni a piangere e si fatica come dei matti (questo a prescindere che si sia preti o laici), ma ne vale assolutamente la pena se abbiamo interiorizzato l'Eucarestia come stile di vita.
Ribadisco questa cosa perché è importante.
Se nelle ultime due settimane ho detto che ”tanti hanno ricevuto la cresima, ma pochi lo Spirito Santo” questa domenica voglio sottolineare il fatto che la maggioranza di noi partecipa all'eucaristia e fa fisicamente la Comunione… lo ridico “fisicamente”…
Ma non ha ancora ricevuto e fatto comunione né con Cristo né con la chiesa reale né coi fratelli e le sorelle.
Ci riempiamo la bocca di vangelo e poi siamo ancora lì, uomini e donne, ad essere nel linguaggio e nelle azioni: misogini, omofobi, violenti, razzisti, intransigenti e tanto altro…
Invece che maestri di eucaristia, cioè capaci di spezzarci gli uni per gli altri, spesso siamo maestri di violenza e di malvagità quotidiana.
Spezzarsi e lasciarsi divorare dagli altri non è facile e non è neppure spontaneo, ma ci fa bene umanamente e ci rende autenticamente discepoli di Gesù… testimoni di un Dio che ha le braccia perennemente spalancate verso chiunque.
Che sia questo il nostro stile di vita, chiediamo a Cristo di trasformarci in eucaristia per la nostra realtà e per il mondo intero.




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