SANTISSIMA TRINITA’
- Gabriele Semeraro

- 30 mag
- Tempo di lettura: 3 min

"Trinità: se Dio è relazione, tu non puoi essere un'isola"
Oggi festeggiamo la Santissima Trinità e la domanda è semplice: perché? Contempliamo un Dio che non è un monolite solitario, ma è Famiglia, è Relazione, è Amore puro tra Padre, Figlio e Spirito. Ma attenzione: questo non è un concetto per filosofi. Questo Amore è "uscito fuori" e si è contaminato con noi. Nel Figlio, Dio ha assunto un nome, una storia e – diciamolo senza paura – ha assunto un corpo umano. Da allora, Dio non è più lo stesso: ha scelto di avere bisogno di noi.
L'amore teorico è una balla
Gesù ci ha mostrato che la vita secondo Dio è concreta. Amare significa guardare l'altro e accoglierlo per quello che è, non per come vorremmo che fosse. E amare significa mettere le mani in pasta. L'amore teorico non esiste, esattamente come non esiste il "cristiano non praticante" l'amore. Se non senti l'esigenza di andare verso gli altri, se non ti interessano le fatiche del tuo vicino, tu non stai seguendo la Trinità, stai seguendo il tuo ego. Amare è faticoso, richiede sberle e abbracci, richiede di lasciarsi correggere. L'amore senza fatica è un'illusione contemporanea che non salva nessuno.
Basta scuse: muoviti tu!
"Il Don non viene", "il vicino è sgarbato", "il paese va male"... sono tutte balle! Sono scuse che usiamo per non metterci in gioco. Se aspetti che siano gli altri a cambiare per iniziare ad amare, non hai capito nulla del Vangelo. Dio non ha aspettato che noi fossimo perfetti per incarnarsi: lo ha fatto mentre eravamo peccatori. Se ami la tua parrocchia, chiediti cosa puoi fare per il suo tetto o per la sua pulizia. Se ami il tuo paese, smetti di mungerlo e inizia a servirlo. Lo spirito che ti fa puntare il dito è demoniaco; lo Spirito della Trinità è quello che ti fa rimboccare le maniche.
Dare la vita, non solo parlarne
San Giovanni della Croce diceva: "Dove non c'è amore, metti amore e troverai amore". La Trinità è questo: un mettersi in gioco totale. A noi non è chiesto necessariamente di farci ammazzare, ma di "dare la vita" in ogni gesto, in ogni parola gentile, in ogni atto di carità concreta. La preghiera personale è fondamentale, ma se non diventa preghiera comunitaria e servizio, è solo un monologo che appaga la tua psiche, non un incontro con Dio.
Conclusione
La Chiesa ci fa festeggiare la Trinità perché ci sta dando un modello: non puoi essere cristiano da solo. Non puoi aspettare che l'amore parta dagli altri. La Trinità oggi sta bussando alla tua porta e sta chiedendo a te – proprio a te con tutte le tue fragilità – di diventare il primo motore del cambiamento. Le chiacchiere stanno a zero: o ami concretamente, o la tua fede è solo una sceneggiata.
La Preghiera
O Trinità Santissima, Mistero di infinita relazione, guariscici dal nostro isolamento e dalla tentazione dell'amore teorico. Tu che hai voluto assumere un corpo umano nel Figlio, insegnaci a onorare la carne dei fratelli con gesti di carità concreta. Liberaci dallo spirito dell'orgoglio che ci fa sempre aspettare il primo passo degli altri, e donaci l'umiltà di chi sa "mettere amore" anche dove sembra non essercene. Fa' che le nostre comunità non siano Onlus stanche o apparati burocratici, ma riflessi vivi della Tua danza d'amore, capaci di sporcarsi le mani per il bene di tutti. Amen.




Commenti