XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


"Basta dogane: il Vangelo non è un club per pochi eletti"
Le letture di oggi sono un pugno nello stomaco alla nostra mania di dividere il mondo in "noi" e "loro", in "chi è in regola" e "chi è fuori". Gesù ci porta a Tiro e Sidone, terra di pagani, terra di "cagnolini" secondo i benpensanti del tempo. E lì succede l'imprevedibile.
L'imbarazzo dei "puri"
Una donna pagana grida dietro a Gesù. I discepoli non provano compassione, provano imbarazzo. "Esaudiscila così sta zitta", dicono. È l'atteggiamento di chi fa la carità per togliersi il problema davanti agli occhi, non perché riconosce un fratello. Quante volte come comunità siamo così? Accogliamo solo se non disturbano troppo i nostri schemi liturgici o politici.
La fede che risponde a tono
Gesù usa parole dure, parole della cultura del tempo: "Non è bene dare il pane ai cagnolini". Ma quella donna non si offende, scavalca il pregiudizio con una logica schiacciante: "Pure i cagnolini mangiano le briciole". Lei ha capito Dio meglio dei discepoli. Ha capito che l'amore di Dio è inclusivo per natura. La sua fede non è una formula magica, è la fiducia totale che la bontà di Dio supera ogni barriera di razza, sangue o religione.
La Chiesa non è una caserma
Oggi siamo ossessionati dal definire chi è "italiano", chi è "famiglia", chi è "degno". Gesù sfascia queste etichette. Essere inclusivi significa guardare chiunque - nero o bianco, etero o non, santo o delinquente - come un essere umano amato da Dio. Spesso urliamo alla "dittatura del pensiero unico" quando lo Stato dà diritti agli altri, ma poi imponiamo un pensiero unico ecclesiale che soffoca la libertà. Se segui il Vangelo, devi avere il coraggio di contestare anche la Chiesa quando diventa una struttura che produce sofferenza anziché misericordia.
Conclusione
I "cagnolini" di oggi sono tutti quelli che ostracizziamo con la scusa della "retta fede" o della legge. Gesù oggi ci dice che anche loro hanno il diritto sacrosanto di stare a tavola. Non fate come i discepoli: non siate gretti, non siate disumani. Le chiacchiere stanno a zero: o la vostra fede vi apre all'altro, o state solo adorando voi stessi e le vostre piccole certezze.
La Preghiera
Signore Gesù, che Ti sei lasciato commuovere dalla fede di una donna straniera, guarisci il nostro sguardo dalla cecità del pregiudizio e del privilegio. Liberaci dall'ansia di dividere il mondo in fazioni e dal desiderio di ergerti a giudici degli altri. Donaci la libertà di scavalcare le leggi quando queste calpestano la dignità umana, e il coraggio di contestare ogni visione di Chiesa che non profumi di Vangelo. Insegnaci ad essere inclusivi come lo sei Tu: non per appiattire le differenze, ma per riconoscere in ogni volto la bellezza dell'unica umanità che condividiamo. Fa' che la nostra tavola sia sempre aperta, perché nessuno debba più accontentarsi delle briciole. Amen.




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