XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


"Unità di vita o affogamento:
Dio non sta nei vostri insulti via WhatsApp"
Questa domenica la Parola ci mette davanti a una domanda secca: dov’è che incontri Dio? Perché se pensi di incontrarlo solo quando sei in chiesa col collo storto, ma poi fuori sei una carogna, allora sei vittima di un’illusione. Dio si incontra nell'orazione mentale (Elia), nei fratelli (Paolo) e nel camminare sopra le tempeste della vita (Pietro). Ma se questi livelli non si uniscono, la tua fede è finta.
Elia e la fede che non è un rifugio
Elia è un uomo che prega nel silenzio, sì, ma è anche uno che litiga, che pecca, che aiuta i poveri. Non è un monaco fuori dal mondo. Il suo incontro intimo con Dio lo spinge nella realtà. Se la tua preghiera non ti rende una persona migliore in coda al supermercato o mentre guidi nel traffico, allora quella non è preghiera, è ginnastica mentale.
Vergognarsi sotto il campanile
Lo dico chiaramente: mi sono vergognato. Vedere che si attaccano e insultano sui social attività commerciali o massacrarsi tra associazioni è terribile. Stiamo "maledicendo" il nostro campanile. Pensate che Dio non c'entri con WhatsApp o Facebook? Lo sapete che si può andare all'inferno per un commento cattivo o una calunnia digitale? Quando usate i social senza metterci la faccia per distruggere l’altro, state affogando nella vostra stessa meschinità. Gesù è lì che tende la mano, ma voi preferite continuare a lanciare pietre dal fondo del lago.
Le tre trappole del "cristiano per bene"
La trappola intellettuale: Credere che basti avere buoni valori e andare a messa a Pasqua per essere a posto. La vita reale — anche quella online — dice chi sei veramente.
La trappola del volontariato: Credere che siccome fai carità puoi permetterti di essere una brutta persona nelle relazioni private. Senza vita spirituale, il volontariato è solo egoismo mascherato.
La trappola tecnologica: Pensare che i social siano "neutri". No! L'uso che ne fai decide della tua salvezza o della tua dannazione.
Conclusione
Fare unità di vita è difficile, ma è l'unica via. Dio vi tende la mano in famiglia, dal medico, in ufficio e pure su Instagram. Sta a voi scegliere se afferrare quella mano o continuare ad affogare nel fango delle vostre cattiverie. Le chiacchiere stanno a zero: o Cristo unifica ogni momento della vostra giornata, o state solo recitando una parte in una recita che non salva nessuno.
La Preghiera
Signore Gesù, che tendi la mano a Pietro mentre affonda, tendi la Tua mano anche a noi, sommersi dalla nostra incoerenza. Perdonaci quando malediciamo il Tuo nome con le nostre maldicenze, quando usiamo lo schermo di un telefono per ferire chi dovremmo amare. Aiutaci a unificare la nostra vita: che la preghiera del mattino diventi pazienza in coda, gentilezza sui social e onestà nel lavoro. Liberaci dalla tentazione di sentirci "giusti" solo perché frequentiamo le Tue mura, mentre fuori seminiamo discordia e giudizio. Rendici cristiani interi, capaci di incontrarTi nel silenzio come nel caos della tempesta quotidiana. Amen.




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