Santissima Trinità - Anno C
- Gabriele Semeraro

- 14 giu 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Siamo giunti alla domenica della Santissima Trinità, domenica in cui veniamo introdotti ad uno dei misteri più alti di Dio.
Riuscire a comprendere il mistero di un unico Dio in tre Persone è particolarmente ostico per noi ed è proprio per questo che Dio lo ha voluto spiegare attraverso le relazioni.
Dio Padre (che è anche Madre come si può intuire più volte dalla Bibbia stessa) che è fonte di tutto. Dio Figlio che da sempre è generato ed amato dal Padre, ma che allo stesso tempo in modo eterno lo ama.
Dio Spirito Santo che è la concretizzazione di quell'amore che scorre tra i due.
Questo unico Dio ha voluto il mondo e ha voluto unirlo a sé in quel meraviglioso processo di divinizzazione che spesso viene sottolineato dai nostri fratelli ortodossi.
Dio non agisce per procura, non scrive ai giornali e ci mette la faccia di persona… nell'incarnazione di Gesù questo è chiaro! Così chiaro che paga di persona con la vita.
Nel libro dei Proverbi vediamo un aspetto di Dio che, attraverso la propria Sapienza, fa ogni cosa: crea tutto, conosce tutto e soprattutto dice la Sapienza di Dio ”giocavo davanti a Lui (Dio) in ogni istante, ponendo le mie delizie tre figli degli uomini”.
La “delizia di Dio” siamo noi!
Sempre Dio sceglie l'umanità, sapendo perfettamente dall'inizio della creazione che essa lo avrebbe tradito e ciò nonostante continua a sceglierla.
Questo non gli basta… vuole di più e cioè vuole che tutti si salvino entrando in relazione con lui!
Tutti gli esseri umani… tutti… capiamo cosa vuol dire questo tutti o devo spiegarlo? Tutti vuol dire tutti!
Diciamola come il papa quando domenica scorsa ha detto, in relazione alla chiesa, quanto segue: “Siamo davvero la Chiesa del Risorto e i discepoli della Pentecoste soltanto se tra di noi non ci sono né frontiere e né divisioni, se nella Chiesa sappiamo dialogare e accoglierci reciprocamente integrando le nostre diversità, se come Chiesa diventiamo uno spazio accogliente e ospitale verso tutti”.
Lo Spirito di Dio ha sempre generato creatività nella chiesa cattolica, nelle diverse chiese, generando realtà nuove perché il recinto molto stretto che mettono gli uomini possa esplodere. Allargare i confini della chiesa un po' più in là, sempre più in là.
Ad ogni generazione Gesù promette il dono dello Spirito, a ciascuno di noi viene promesso questo dono che ci avvicina in modo intimo a Dio.
Sapete perché ci viene fatta questa promessa? Perché con lo Spirito Santo viene ad abitare in noi l'intera Trinità.
Noi siamo spettatori e attori, come ogni generazione dalla creazione del mondo ad oggi, di qualcosa di sconvolgente. Lo dico con un linguaggio che sia comprensibile: tanti hanno fatto il battesimo e hanno fatto la cresima, ma veramente pochi hanno ricevuto lo Spirito Santo e sono diventati testimoni autorevoli dell'amore di Dio.
Uno dei doni principali dello Spirito è il coraggio di metterci la faccia, le mani, il tempo e le risorse per essere testimoni di un Dio che è: relazione dentro e fuori di sé, accoglienza, vero amore e creatività nel bene.
Se una persona ha ricevuto la Trinità nel suo cuore non può cedere alla meschinità di una vita che chiude confini, che esclude il diverso e che si riduce a forme di bigottismo che di religioso non hanno nulla… la vera fede profuma di Vangelo e dà a tutti la possibilità di convertire la propria vita e il proprio cuore.
Grazie a Dio, è proprio il caso di dirlo, Lui agisce nella chiesa e nelle chiese in tanti modi anche al di là dei nostri sacramenti, delle nostre regole e delle nostre durezze.
Troppo spesso, noi gente devota, abbiamo impugnato la parola “verità” riducendola a uno strumento per massacrare gli altri (fisicamente, moralmente e oggi mediaticamente), abbiamo usato il Vangelo per fare cose indegne (guerre, misoginia, omofobia, omicizio, diffamazione, ecc…), abbiamo usato il nome di Dio per uccidere ed escludere, uccidere il più delle volte non fisicamente bensì moralmente si.
Chiediamo allo Spirito di Dio di scendere su di noi e distruggere le nostre durezze divenendo testimoni credibili e attendibili di un Dio che non chiude il recinto con i presunti perfetti dentro e gli altri fuori, ma che allarga il confine il più possibile.
Diceva Giovanni della Croce, seguendo il vangelo, che “alla sera della vita saremo giudicati sull'amore”.
Gesù nel Vangelo ha vissuto tutto questo fino al punto di dare la vita proprio per i più lontani.
Dio Padre (e Madre), Dio Figlio, Dio Spirito Santo: unico Dio tre volte Santo! Trasformaci in testimoni di relazione, di amore e di accoglienza… Fai in modo che la nostra testimonianza sia accompagnata dal cuore, dalla mente e dalle intenzioni, ma soprattutto dalle mani e dalla faccia.
Sia lodato Gesù Cristo.




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