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VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 14 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Dobbiamo stare molto attenti a come intendiamo, ascoltiamo e comprendiamo la parola di Dio di oggi. 

Gli amanti della durezza vi leggono un modo di vivere la vita e la fede duro e intransigente.

Ricordiamoci sempre che quando Gesù è particolarmente duro è perché davanti a persone dure e inaccoglienti. 

Il messaggio del Vangelo di oggi non è di durezza bensì di profondità e di radicalità. 

La radicalità è un atteggiamento del cuore e della vita che non ti porta ad essere rigido bensì risoluto. 

Sappiamo bene che tutto ciò che è scritto nella Bibbia è parola di Dio rivelata, ma non ogni singolo passaggio. 

Giustamente Gesù dice che non viene ad abolire la scrittura bensì a portarla a compimento. È tuttavia inevitabile che quando si porta a compimento qualcosa si ha una visione d'insieme che inevitabilmente porta a relativizzare alcuni aspetti. 

Gli esempi che vengono fatti sono esempi controversi che vanno contestualizzati, vanno presi seriamente e soprattutto non vanno idealizzati. 

Prendiamo l'esempio spinoso del ripudio…

Ciò che viene messo a tema da Gesù è il fatto che ci deve essere, nel momento della decisione di unirsi a qualcuno, una progettazione a lungo termine e una radicalità. 

Dopodiché usa le categorie del proprio tempo per definire alcuni confini, ad esempio quello dell'Unione legittima che è una questione complessa, ma vuole soprattutto se colpire la superficialità degli scribi e dei farisei che tendono a manipolare la scrittura pur di adattarla a qualunque loro capriccio. 

Detto questo bisogna avere anche chiaro che l'istituto del ripudio non esiste più e che non è equiparabile al divorzio. 

Prendendo sempre la scrittura come riferimento, troviamo altri passi dove di fatto si legittima all'istituto del ripudio da parte di Gesù ad esempio quando incontra la Samaritana. 

In quel brano Gesù dice esplicitamente alla donna “hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito”. In maniera indiretta riconosce che cinque matrimoni sono validi altrimenti non li avrebbe definiti in quel modo. 

L'obiettivo principale del testo di oggi è quello di scardinare completamente la dinamica del giudizio e del pregiudizio, la dinamica del perbenismo di facciata. 

C'è l'esigenza di una radicalità verso se stessi, c'è l'esigenza del prendere sul serio la propria vita di fede e c'è la priorità di un cuore che non ha bisogno di giudicare l'altro pur di stare bene con se stessi.

C'è una verità che emerge con prepotenza dalla realtà al di là delle parole che vengono usate.

Nella chiesa si parla tanto di misericordia, di amore incondizionato di Dio e di accoglienza. Ma la realtà della chiesa che messaggio passa realmente? 

Guardate che a volte un certo modo di leggere e di intendere il Vangelo, un certo modo di leggere e intendere il diritto canonico, ci porta a dare una verità diversa da quella evangelica. 

Diciamo che l'amore di Dio verso di noi è incondizionato, ma poi facciamo credere agli altri che questo non sia vero… 

Chiedilo ai divorziati che sono nella chiesa, chiedilo alle persone di orientamento diverso da quello eterosessuale, chiedilo a coloro che vivono in maniera differente la dimensione della religione (ricordando la distinzione che ormai facciamo da tanto tempo tra fede e religione).

In realtà potevo fare esempi meno problematici ad esempio di alcune pratiche ecclesiali legate al matrimonio, legate ai battesimi e ha tante altre prassi che noi portiamo avanti. 

L'essenziale del Vangelo si riduce in fondo a un “sì sì” e “no no” cioè come dire che l'essenziale è il “sì” verso ciò che è buono e il “no” verso ciò che è male.

Abbiamo chiaro cosa è male e cosa è bene per la vita umana, per la nostra vita? Perché se così fosse vi garantisco che tante belinate sparirebbero, tanti giudizi faciloni si scioglierebbero al sole. 

Le regole vengono date perché abbiamo bisogno di binari e vanno prese sul serio, ma mai a scapito della persona umana che resta il centro di tutto… soprattutto per Dio. 

Io spero che il vangelo di oggi ci dia una sberla spirituale talmente forte da destabilizzare tutte le nostre certezze, tutte le nostre convinzioni e soprattutto i nostri pregiudizi. 

Speriamo che le nostre false certezze religiose vengano abbattute in un istante. 

Dovremmo domandarci ogni volta che interagiamo con qualcuno se quello che stiamo facendo ferisce l'altro. Se quello che stiamo facendo ferisce l'altro non viene da Dio e non è evangelico. 

Attenzione non sto parlando di una correzione rispetto ad azioni oggettivamente sbagliate (ad esempio: la violenza fisica, la violenza verbale, la violenza psicologica, la violenza spirituale), ma se una norma o una cosa che stiamo facendo ferisce l'altro e basta… non viene da Dio.

Impariamo a essere molto pazienti con tutti, anche con noi stessi, ma assolutamente esigenti con noi stessi.

Gli altri non tormentiamoli perché altrimenti il giudizio sarà severo, ma verso di noi.

 
 
 

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