top of page

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - Anno A

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 13 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

"Basta deleghe:

siamo tutti operai del miracolo quotidiano"

Oggi le letture ci dicono una cosa chiara: Dio non aspetta che noi siamo pronti. Lui si muove per primo, libera per primo, ama per primo. La fede non è una teoria da studiare, ma un’azione concreta da imitare. Gesù ha compassione di noi, cioè unisce il suo cuore al nostro schifo, e ci chiede di fare lo stesso.


Il prete non è un supereroe (e nemmeno un tuttologo) Dobbiamo uscire dalla mentalità "pretocentrica". Il prete non deve essere l'imprenditore, lo psicologo, l'amico e il custode di tutto. Esiste un "popolo sacerdotale" e quel popolo siete voi. Essere sacerdoti non significa dire messe, ma mettersi al servizio. La tentazione di chiudersi in un club esclusivo, pregando "contro" qualcuno o aspettando il miracolo magico, è una forma di violenza religiosa. Dio prima ama e poi spiega. Noi facciamo spesso il contrario: prima giudichiamo e poi, forse, accogliamo.



I miracoli che potete fare voi

Gesù manda gli apostoli a fare cose incredibili: guarire, risuscitare, purificare. Pensate che sia roba da maghi? No, è roba da cristiani adulti.

  • Guarire gli infermi: Significa farsi carico della solitudine di chi soffre. Non serve la laurea in medicina per curare una ferita psicologica con l'ascolto.

  • Risuscitare i morti: Quanta gente è morta dentro per depressione o perché non ha più nulla da perdere? Tu puoi farli risuscitare ridando loro dignità con la tua vicinanza.

  • Purificare i lebbrosi: I lebbrosi di oggi sono quelli che noi marchiamo come "diversi": immigrati, divorziati, la comunità LGBTQIA+, chi ha lasciato il sacerdozio. Purificare significa smettere di considerarli lebbrosi nel proprio cuore.

  • Scacciare i demoni: I demoni della paura, della misoginia e dell'omofobia si scacciano con la cultura dell'incontro, non con gli esorcismi scenografici.


La carità non è "Caritas"

Smettetela di dire "c'è la Caritas per i poveri". Col cavolo! La carità è una relazione, non una moneta lanciata per togliersi il pensiero. Se passi le domeniche in chiesa ma poi in famiglia sei un tiranno o tratti male chi ti sta vicino, la tua fede è una menzogna. Il vero miracolo oggi è il genitore che lavora sodo, che educa i figli alla gratuità e che trova ancora il tempo di sorridere nonostante le fatiche.


Conclusione

"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". La logica del "aiuto solo chi se lo merita" è la cosa più lontana da Dio che esista. Noi non meritiamo nulla, eppure abbiamo tutto. Siate voi il cambiamento, siate voi la gentilezza, siate voi il miracolo che il mondo aspetta. Le chiacchiere stanno a zero: o sei un cristiano della vita, o sei solo un cristiano da panca che sta sprecando il suo tempo.



La Preghiera

Signore Gesù, che per primo hai provato compassione per la nostra fragilità, liberaci dalla tentazione di delegare ad altri la carità e la testimonianza. Insegnaci a essere "popolo sacerdotale" non a parole, ma nei fatti, diventando guaritori di ferite, portatori di vita per chi è morto dentro e costruttori di ponti verso chi consideriamo "lebbroso". Purifica il nostro cuore da ogni pregiudizio e da ogni forma di odio, perché sappiamo scacciare i demoni della paura e della violenza con la forza della gentilezza. Donaci la gioia della gratuità, perché impariamo ad amare senza chiedere nulla in cambio, proprio come Tu hai fatto e continui a fare con ognuno di noi. Amen.

 
 
 

Commenti


  • Facebook personale
  • Gruppo Facebook
  • Instagram profilo personale
  • Pinterest
  • Instagram Icona sociale
  • YouTube Icona sociale
  • Tumblr Social Icon
  • Twitter Clean
bottom of page