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XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

  • Immagine del redattore: Gabriele Semeraro
    Gabriele Semeraro
  • 21 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

"Testimoni o Giudici?

La sfida di riconoscere Dio nei volti esclusi"

Oggi il Vangelo ci parla di fedeltà e testimonianza. Ma attenzione: la testimonianza non si fa con i comizi o urlando nelle piazze. Il profeta Geremia ci insegna lo stile del discepolo: non si vendica, non insulta, ma si radica nel bene e lascia a Dio il giudizio. Questo stile è lontano anni luce dai "cristiani da parata" o da chi usa la fede come un bastone per colpire gli altri.


Di cosa dobbiamo avere paura davvero?

Gesù dice: "Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo". Non dobbiamo temere i cambiamenti della società, le nuove leggi o le crisi. L'unica cosa di cui dobbiamo avere terrore è colui che può uccidere l'anima: quell'atteggiamento subdolo che ci trasforma in cristiani "per bene" – sempre in ginocchio e con la comunione in bocca – ma senza un briciolo di misericordia per nessuno. Quelli che hanno sempre una parola cattiva per i divorziati, per chi vive una affettività diversa o per chi ha fatto scelte che non comprendiamo. Se non hai pietà, la tua anima è già in pericolo.

Sputare in faccia a Dio

Riconoscere Gesù davanti agli uomini non significa portare il crocifisso al collo, ma avere uno stile di vita gentile e accogliente. Ogni volta che tratti male qualcuno, che lo discrimini per l'etnia, la religione o la vita privata, tu stai sputando in faccia a Dio che abita in quel fratello. Ogni volta che umiliamo qualcuno o ci arroghiamo il diritto di mandarlo all'inferno perché è "diverso", stiamo rinnegando Cristo. E Gesù è chiaro: se lo rinneghiamo nei piccoli, Lui ci rinnegherà davanti al Padre.


Gesù sta con i fragili, non con gli "ortodossi"

Guardate i Vangeli: Gesù non se la prende mai con chi sbaglia, con chi è fragile o peccatore. Se la prende con chi crede di essere a posto e usa la sua "verità" per schiacciare gli altri. Se la prende con chi voleva lapidare l'adultera, proprio come oggi farebbe con chi si ammassa fuori dalle cliniche per accusare povere donne o con chi punta il dito contro le nuove forme familiari. Gesù non è una dottrina, è una Persona che sta sempre dalla parte di chi è in difficoltà.


Conclusione

Liberiamoci dalle "maniere religiose" e torniamo a essere persone concrete. La salvezza passa per un atto di gentilezza quotidiana, per uno sguardo che non giudica ma accoglie. Smettetela di preoccuparvi di "difendere Dio": Dio si difende da solo. Preoccupatevi invece di non uccidere la presenza di Dio che vive in chi avete accanto. Le chiacchiere stanno a zero: o il tuo stile è quello della misericordia, o il tuo "riconoscere Gesù" è solo una commedia di cattivo gusto.


La Preghiera

Signore Gesù, che ci inviti a non avere paura del mondo ma della nostra stessa durezza di cuore, donaci il coraggio di una testimonianza fatta di gentilezza e di accoglienza. Liberaci dalla tentazione di sentirci "giusti" e "a posto", perché non ci capiti mai di usare la Tua Parola per umiliare o escludere i fratelli. Insegnaci a vedere il Tuo volto in ogni persona, specialmente in chi è più fragile e giudicato, e fa' che il nostro stile di vita sia l'unico discorso capace di renderti credibile. Aiutaci a radicarci nel bene, sapendo che siamo preziosi ai Tuoi occhi più di molti passeri, e che l'unica vera sconfitta è perdere la capacità di amare. Amen.

 
 
 

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