XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
- Gabriele Semeraro

- 28 giu
- Tempo di lettura: 3 min
"Non è partitica, è Umanità:
la ricompensa del bicchiere d'acqua"
Spesso viviamo la vita come un mercato: io do una cosa a te, tu ne dai una a me. Ma il Vangelo di oggi vuole liberarci da questa mercificazione. La storia di Eliseo e il discorso di Gesù ci dicono che il dono di Dio non si compra, ma genera una ricompensa che è già nel gesto stesso di amare.
Gesù non è un "tagliatore di ponti"
Diciamocelo chiaramente: questo Vangelo è stato usato da formatori e preti senza scrupoli per giustificare violenze psicologiche, chiedendo di tagliare i rapporti con le famiglie in nome di una presunta "libertà per il Regno". Che balla colossale!
Gesù non è disumano. Io mi farei strappare la pelle per i miei genitori, e questo amore non mi allontana da Dio, ma mi insegna ad amare. Gesù non chiede di amare meno i figli o i padri, ma di
non trasformare l'amore in possesso. Se il tuo amore è una prigione, non è amore, è egoismo. La fede ci rende liberi di amare tutti, non meno i nostri cari.
Accoglienza: la vera politica della Chiesa
Quando parlo di accoglienza e inclusione a 360 gradi, qualcuno mi accusa di fare "partitica". Ma guardate che qui si parla di politica nel senso più nobile del termine: la cura dell'uomo. Gesù
non ci valuta sulla morale o sulle regole, ma su un bicchiere d'acqua dato a un "piccolo". E il piccolo è chiunque: il naufrago in mare, l'imprenditore di New York, il fratello in chiesa che non arriva a fine mese o la persona discriminata per la sua condizione affettiva. Se tacessimo su questo per non disturbare chi ci vuole "ortodossi", perderemmo la nostra vera ricompensa.
La ricompensa è l'amore stesso
Chi accoglie un profeta ha la ricompensa del profeta. Cosa significa? Che la conseguenza di un'azione buona è la bontà stessa che ti porti dentro. La ricompensa di chi dà un bicchiere
d'acqua è aver spento la sete di un fratello, che è come aver dissetato Gesù. Non serve pensare tutti allo stesso modo nella Chiesa, ma serve agire tutti allo stesso modo: con umanità. Se l'istituzione (civile o ecclesiale) diventa disumana, il cristiano ha il dovere di dissentire.
Conclusione
San Giovanni della Croce diceva: "Dove non c'è amore metti amore e troverai amore". Non aspettate che il mondo diventi gentile. Iniziate voi a mettere gentilezza dove vedete cattiveria,
mettete accoglienza dove vedete muri. Se ci accusano di essere "fuori dalla dottrina" perché vogliamo includere tutti, sorridiamo:
vuol dire che siamo sulla strada giusta, quella di un Dio che non ha messo dogane al suo amore. Le chiacchiere stanno a zero: o siamo umani, o non siamo cristiani.
La Preghiera
Signore Gesù, che ci insegni la libertà dell'amore autentico, liberaci dalle interpretazioni disumane della Tua Parola che feriscono le famiglie e le persone. Donaci un cuore capace di
amare immensamente i nostri cari, senza mai trasformare l'affetto in possesso o in catena. Insegnaci la profezia del "bicchiere d'acqua", perché sappiamo vedere in ogni "piccolo"
– chiunque esso sia – il Tuo volto da dissetare. Rendici coraggiosi nel difendere l'umanità e l'inclusione, anche quando questo ci attira critiche o accuse di fare propaganda. Fa' che la nostra unica ricompensa sia la gioia di aver messo amore dove non c'era, fino a diventare, come Te, pane spezzato per tutti.
Amen.






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