XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
- Gabriele Semeraro

- 16 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Le letture di oggi, se prese seriamente, portano con sé grande responsabilità è grande fatica.
Davanti a Dio che manda il proprio messaggero per il bene delle persone, la logica del male è violenta e questa logica richiede di essere sempre pagata.
Dio non vorrebbe piegarsi alla logica del male, ma allo stesso tempo fa sì di attraversare questa logica per poterla ribaltare dall'interno.
Spesso si parla a Pentecoste nelle nostre chiese di “testimonianza”, spesso ai cresimandi diciamo questa parola, ma ancor più spesso siamo i primi a disattenderla.
A volte la disattendiamo per codardia, a volte per quieto vivere e a volte implodiamo sotto il peso del male.
Quanti laici e laiche, preti e suore, vescovi e tanti altri… sono morti fisicamente oppure umanamente pur di dare testimonianza di quel fuoco che ardeva nel loro cuore.
La logica del male è penetrata nella chiesa con una sottigliezza incredibile attraverso coloro che volevano essere zelanti.
Penso a quelle persone, solitamente del ceto medio savonese, che con tanto ardore difendono: l'ortodossia della fede, la comunione in bocca, cappelle crollanti in giro per la diocesi, devozioni astruse, che attaccano il sinodo diocesano, ecc… il tutto con la scusa dell'ortodossia della fede, ma sono le stesse che causano dolore e non danno testimonianza autentica del Vangelo. Sono le stesse che discriminano, violentano e allontanano le persone.
Allora scrivono lettere polemiche sui giornali, sulla chat del comitato di quartiere parlano male dei migranti e dei poveri, sono coloro che danno sempre la colpa ad un ente Superiore (la Chiesa, lo Stato, le istituzioni, la scuola…), ma non muovono mai un dito per essere loro promotori, attraverso le azioni, di un cambiamento.
Ipocriti! Ipocriti proprio secondo quello stile che Gesù odia di più!
E ce n'è anche per i quietisti che hanno anestetizzato la fede. Dice Gesù “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione”.
Se il fuoco del Vangelo richiede di metterci la faccia, le mani e la vita questo vuol dire che nascono le divisioni e che queste divisioni possono essere anche interne alla chiesa.
Io da ben prima di diventare prete ho scelto uno schieramento non conservatore e non progressista bensì personalista. Credo che il Vangelo abbia un valore oggettivo che però va calato nella soggettività della vita senza per questo perdere la sua oggettività universale.
La teologia pastorale è quella che permette di più questo meccanismo.
Questa modalità non è appiattente, ma permette alla chiesa di rimanere Cattolica cioè universale cioè che in essa ci sia spazio per tutte le posizioni.
Allo stesso tempo questa posizione richiede che il fuoco di chi la porta sia acceso e sia un fuoco che è lo Spirito Santo.
Dante Alighieri, fine teologo medievale, non a caso pone chi non si schiera all'inferno. È una posizione assolutamente evangelica perché lo stesso Gesù in un passo del Vangelo dice che chi non è caldo e chi non è freddo viene vomitato da Dio.
Il freddo e il caldo vengono accettati, accolti, perdonati e compresi. Chi non prende posizione e appiattisce tutto in un buonismo continuo con la falsa scusa della religione e del Vangelo… non è neppure degno di stare nella chiesa.
In questo senso andate a riprendervi il vangelo del banchetto di nozze in cui chi è senza abito viene cacciato fuori e, chi è senza abito, non è buono o cattivo bensì è insipido e insignificante.
In questa messa voglio pensare e ricordare coloro che stanno facendo di tutto pur di mantenere la fiamma della fede accesa. Spesso queste persone sono in contrasto anche tra di loro, progressisti e conservatori, ma quando c'è la fiamma del Vangelo accesa… tutto questo lottare ha poco valore.
La consapevolezza di una buona vita di fede nasce anche dagli scontri, ma negli scontri non si può essere codardi.
Quest'anno ho conosciuto persone che hanno lasciato il ministero perchè non sono riuscite a reggere la pressione di questa lotta, ma pure avendo rinunciato al ministero non hanno però rinunciato a lottare per il Vangelo… in un modo diverso, in un modo nuovo.
Ho conosciuto laici che hanno lasciato la Chiesa Cattolica, non per disamore verso la chiesa e verso Gesù, ma per non restare uccisi umanamente dalla logica violenta che abita a questa chiesa. Anche queste persone stanno portando il Vangelo nel mondo in un altro modo.
Incontrate persone di questo tipo, leggete storie di questo tipo, scoprirete che quella fiamma genera divisione eppure porta a vita.
“D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divise tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”.
Se il fuoco del Vangelo arde realmente nella nostra vita allora tutto questo avverrà tanto dentro la chiesa quanto fuori… è la lotta spirituale dei discepoli di ogni tempo.
Una lotta essenziale che dice però che la Chiesa è ancora viva, che Cristo sta ancora parlando e che di una vita buona secondo il Vangelo ne vale la pena.




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